SERVIZIO di GESTIONE INTEGRATA dei RIFIUTI
1.Raccolta Carta»
2.Raccolta vetro – plastica – lattine – metalli
3.Raccolta organico – umido
4.Raccolta R.A.E.E.
5.Raccolta potature / verde
6.Raccolta R.U.P.
7.Compostaggio Domestico
8.Raccolta rifiuti speciali
9.RICICLERIE / ECOCENTRI
10. RACCOLTA E TRASPORTO RIFIUTI URBANI
11.IGIENE URBANA
1.RACCOLTA CARTA (torna sopra »)
Raccolta della carta e dei cartoni
La carta e i cartoni rappresentano oltre il 30% del totale dei rifiuti e sono una risorsa perché possono essere utilizzati per produrre carta riciclata.
E’ sufficiente recuperare una tonnellata di materiale per salvare 3 alberi alti 20 metri evitando l’impatto ambientale e risparmiando fonti energetiche.
Alcuni dati possono dare il quadro della situazione: per produrre una tonnellata di carta occorrono 15 alberi, 440.000 litri di acqua e 7.600 kwh di energia elettrica, mentre per produrre la stessa quantità di carta riciclata non serve abbattere alberi, i litri d’acqua utilizzata è di solo 1800 litri (-99,6%) e l’energia consumata è di solo 2.700 kwh (-64%).
Modalità di raccolta
Picenambiente effettua, in accordo con i Comuni interessati, il servizio su tutto il territorio servito secondo delle modalità di raccolta più idonee e appropriate in base alla tipologia di territorio presente, alla densità abitativa, nonché alla tipologia di utenza conferente, ecc., tenuto sempre conto degli obiettivi di economicità, efficacia ed efficienza nei servizi prestati.
Pertanto il servizio è svolto con sistemi di raccolta “Porta a Porta” domiciliare e/o stradale, e/o con contenitori/cassonetti a caricamento posteriore e laterale domiciliari e stradali di prossimità, e/o con containers scarrabili e/o presse container, e/o da conferire direttamente nei Centri Comunali di raccolta/riciclerie.
Per informazioni specifiche sulle modalità di raccolta nel singolo comune cliccare qui e/o contattare il proprio Comune e/o chiamare la PicenAmbiente al numero 0735/757077.
Trattamento e avvio a recupero
Il materiale cartaceo raccolto nei diversi circuiti viene tutto conferito presso il proprio impianto di selezione (clic all’impianto) il proprio impianto di selezione, pressatura, stoccaggio per imballarlo e quindi avviarlo a recupero alle cartiere convenzionate per la produzione di carta e cartone riciclato.
Cosa si può riciclare
Giornali, riviste, libri, cartoncino, cartone ondulato, rotoli di carta igienica, quaderni, carta da fax, scatole di biscotti, di zucchero, contenitori in tetrapak accuratamente vuotati (latte, bibite e succhi di frutta), pacchetti di sigarette privati dell’involucro esterno, confezioni di dentifricio, di pasta, buste di carta per il pane e gli alimenti.
Cosa non si può riciclare
E’ da gettare nella pattumiera carta unta e sporca, carta carbone, vetrata, plastificata (crekers e fette biscottate), fustini dei detersivi che non siano completamente di cartone.
Consigli utili
Riciclare è senz’altro importante ma lo è ancor più evitare inutili sprechi.
Piccoli gesti possono ridurre drasticamente il consumo di carta: usare i fogli da entrambe le parti per prendere appunti o fare brutte copie, fare le fotocopie fronte/retro, rifiutare volantini pubblicitari che non ci interessano, utilizzare carta riciclata, cercare di acquistare prodotti che abbiano un imballo ridotto.
3.RACCOLTA VETRO – PLASTICA – LATTINE – METALLI (torna sopra »)
Raccolta congiunta (multimateriale) della plastica, del vetro, delle lattine e degli oggetti metallici ferrosi e non ferrosi.
La plastica rappresenta circa il 17% dei rifiuti solidi urbani, si crea in laboratorio ed è un ricavato del petrolio. Considerato che non si tratta di un prodotto biodegradabile, la plastica sopravvive per millenni e, dispersa nell’ambiente, può nuocere a piante ed animali.
Il vetro rappresenta, invece, circa il 9% dei rifiuti. Recuperare vetro significa risparmiare sulle materie prime e sui consumi di energia: basti pensare che il riciclaggio di una tonnellata di materiale permette di risparmiare fino a 136 litri di petrolio.
Altro discorso va fatto per le lattine di metallo in alluminio, in banda stagnata, barattolame in ferro ed in acciaio che, pur rappresentando circa il 4% dei rifiuti, sono prodotti non biodegradabili e quindi da avviare al recupero per non ritrovarli, intatti, nei corsi d’acqua e sotto terra. Per produrre una lattina di alluminio occorre una quantità di energia venti volte superiore a quella impiegata per riciclare la stessa quantità di materiale.
Modalità di raccolta
Picenambiente effettua, in accordo con i Comuni interessati, il servizio su tutto il territorio servito secondo delle modalità di raccolta congiunta in un unico contenitore (c.d. multimateriale) della plastica, del vetro e dei metalli in genere più idonee e appropriate in base alla tipologia di territorio presente, alla densità abitativa, nonché alla tipologia di utenza conferente, ecc., tenuto sempre conto degli obiettivi di economicità, efficacia ed efficienza nei servizi prestati.
Pertanto il servizio è svolto con sistemi di raccolta “Porta a Porta” domiciliare e/o stradale, e/o con contenitori/cassonetti a caricamento posteriore e laterale domiciliari e stradali di prossimità, e/o con containers scarrabili e/o presse containers e/o da conferire direttamente nei Centri Comunali di raccolta/riciclerie.
Altresì in particolari situazioni effettua anche delle raccolte monomateriali.
Per informazioni specifiche sulle modalità di raccolta nel singolo comune cliccare qui e/o contattare il proprio Comune e/o chiamare la PicenAmbiente al numero 0735/757077.
Trattamento e avvio a recupero
Il materiale raccolto nei diversi circuiti viene tutto conferito presso il proprio impianto di selezione (clic all’impianto) , cernita, pressatura, e stoccaggio al fine di avviarlo a recupero ai rispettivi impianti di riciclaggio convenzionate per la produzione di nuovi oggetti in plastica, in vetro, in metallo.
Cosa si può riciclare
Bottiglie e pezzi di vetro, fiaschi, damigiane, flaconi, vasi e articoli di uso domestico, lattine di bibite vuote. Cerchioni di bicicletta, padelle, bombolette spray, lattine e barattoli per bibite e conserve, barattolini di crema, tubetti in alluminio per uso alimentare e /o medico, stampi per dolci, contenitori di alluminio (lattine, carta stagnola) e di metallo (pelati, tonno, sottaceti…) bottiglie e contenitori e imballaggi in plastica (acqua, bibite, shampo, detersivi, yogurt…), cellophane e qualsiasi tipo di imballaggio in plastica, compresi i sacchetti.
Cosa non si può riciclare
Specchi, cristallo, ceramica, porcellana, lampadine e tubi al neon, contenitori in tetrapak (latte, bibite e succhi di frutta), polistirolo, piatti, bicchieri e posate in plastica, giocattoli, oggetti in plasti-gomma, tubi in plastica in genere, …
Consigli utili.
Per evitare di aumentare l’inquinamento ambientale, bisogna porre attenzione soprattutto a monte, cioè prima che un oggetto diventi un rifiuto. Acquistare preferibilmente prodotti riutilizzabili e durevoli. Per la raccolta delle bottiglie in plastica, si consiglia di schiacciare i contenitori affinché occupino meno spazio possibile all’interno dei contenitori.
4.RACCOLTA RIFIUTI URBANI RAEE (Rifiuti apparecchiature elettriche ed elettroniche) (torna sopra »)
I Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (R.A.E.E.), sono quelle apparecchiature che per funzionare hanno bisogno di una spina, di pile o batterie, e possono inquinare l’aria, l’acqua, il suolo e nuocere alla salute umana, per la presenza di componenti pericolose e sostanze tossiche che vanno separate e trattate.
Inoltre il loro smaltimento non corretto costituisce un grande spreco di risorse perché molti materiali che li compongono possono essere recuperati e impiegati nella produzione di nuovi beni.
Attualmente, nell’Unione Europea, questi rifiuti finiscono per circa il 90% in discarica o negli inceneritori. Per questo motivo l’UE, attraverso due specifiche direttive, ha indirizzato in maniera uniforme i comportamenti degli stati membri. La legge italiana, recependo le direttive UE con il D.lgs.vo 151/2005 e ss.mm.ii, ha disposto di separare, raccogliere e conferire i R.A.E.E. in maniera differenziata (fissando l’importante obiettivo di 4 kg per abitante all’anno), portando la vecchia apparecchiatura in centri di raccolta dedicati, oppure consegnandola al rivenditore. Infatti, non appena il nuovo sistema normativo sarà attivato, nel caso in cui la si voglia sostituire con un’altra nuova, i rivenditori devono assicurare anche il ritiro gratuito dell’apparecchiatura elettrica ed elettronica vecchia.
Modalità di raccolta
Picenambiente effettua, in accordo con i Comuni interessati, il servizio su tutto il territorio servito secondo delle modalità di raccolta dei RAEE in genere più idonee e appropriate in base alla tipologia di territorio presente, alla densità abitativa, ecc., tenuto sempre conto degli obiettivi di economicità, efficacia ed efficienza nei servizi prestati.
Pertanto il servizio è svolto con diversi sistemi di raccolta “Porta a Porta” domiciliare e/o stradale, e/o con containers scarrabili e/o da conferire direttamente nei Centri Comunali di raccolta/riciclerie.
Per informazioni specifiche sulle modalità di raccolta nel singolo comune cliccare qui e/o contattare il proprio Comune e/o chiamare la PicenAmbiente al numero 0735/757077.
Trattamento e avvio a recupero dei RAEE
Il materiale raccolto nei diversi circuiti viene tutto conferito presso impianti all’uopo autorizzati e convenzionati allo stoccaggio, trattamento, recupero, riciclo e smaltimento finale.
Cosa si può conferire nei RAEE
Nel circuito della raccolta dei Raee si possono conferire tutte le seguenti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche di origine domestica.:
• Apparecchi per la refrigerazione/condizionamento (frigoriferi, congelatori, condizionatori, ecc.);
• Apparecchiature da illuminazione (tubi fluorescenti, lampade a vapori di sodio, lampade fluorescenti, ecc);
• TV e monitor vari (ovvero tutte le apparecchiature con tubo catodico);
• Apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (pc, computer portatili, notebook, agende elettroniche, stampanti, copiatrici, calcolatrici, fax, telefoni cellulari – senza batteria, segreterie telefoniche, ecc.);
• Piccoli elettrodomestici, apparecchiature elettroniche di consumo, utensili, giocattoli, strumenti di monitoraggio e controllo (piastre elettriche, microonde, stufe e ventilatori elettrici, aspirapolvere, macchine per cucire, ferri da stiro, tostapane, friggitrici, macinini e coltelli elettrici, asciugacapelli, sveglie, orologi, bilance, telefoni, radio, videocamere e videoregistratori, hi-fi, trapani, seghe, piccoli strumenti e apparecchiature per il fai da te, tagliaerba, giocattoli elettrici, videogiochi, rilevatori di fumo/calore, apparecchi di misurazione-pesatura-regolazione a uso domestico, ecc.);
• Grandi elettrodomestici ferrosi (lavatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, ecc.).
Consigli utili
È assolutamente vietato ed è pericoloso per l’ambiente e nocivo per la salute dell’uomo manomettere, rompere ed effettuare operazioni di smontaggio, ecc. dei RAEE.
Nell’utilizzo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche è consigliabile:
usare al meglio e mantenere in piena efficienza le apparecchiature in modo da prolungarne la vita il più possibile;
favorire il riutilizzo delle apparecchiature che si vuole sostituire ma che sono ancora funzionanti, cedendole a qualcun altro a cui potrebbero essere ancora utili;
favorire il recupero/riciclo conferendo separatamente le apparecchiature che non sono più in grado di funzionare.
5.RACCOLTA dei residui di potature, sfalci e scarti verdi (torna sopra »)
I residui delle potature delle piante e l’erba prodotta durante l’attività di giardinaggio di origine domestica rappresentano un quantitativo significativo di rifiuti che in particolari periodi dell’anno (la primavera e l’autunno) non debbono finire erroneamente nel cassonetto dei rifiuti, ma debbono essere avviati a recupero di materia (impianti di compostaggio per la produzione di fertilizanti) e/o di energia (combustibile da biomassa vergine).
Modalità di raccolta
Picenambiente effettua, in accordo con i Comuni interessati, il servizio secondo delle modalità di raccolta degli ingombranti in genere più idonee e appropriate in base alla tipologia di territorio presente, alla densità abitativa, ecc., tenuto sempre conto degli obiettivi di economicità, efficacia ed efficienza nei servizi prestati.
Pertanto il servizio è svolto con diversi sistemi di raccolta ritiro domiciliare e/o stradale, e/o con containers scarrabili e/o da conferire direttamente nei Centri Comunali di raccolta/riciclerie.
Per informazioni specifiche sulle modalità di raccolta nel singolo comune cliccare qui e/o contattare il proprio Comune e/o chiamare la PicenAmbiente al numero 0735/757077.
Trattamento e avvio a recupero
Il materiale raccolto nei diversi circuiti viene conferito presso gli impianti di compostaggio e di trattamento convenzionati.
Consigli utili.
Prima di effettuare operazioni di potatura e produzione di residui verdi e sfalci, accertarsi sulle modalità di conferimento attivate nel proprio comune di residenza.
Non conferire le potature, gli sfalci e gli scarti verdi nei contenitori stradali.
6.RACCOLTA RIFIUTI URBANI PERICOLOSI (rup)(torna sopra »)
Sono considerati rifiuti urbani pericolosi i farmaci scaduti, le pile e le batterie esauste, i prodotti e i contenitori etichettati T(tossico)/F(infiammabili) originati da utenze domestiche.
I farmaci sono prodotti chimici di sintesi sulle cui confezioni compare sempre una data di scadenza. Trascorso il termine ultimo indicato dalla casa farmaceutica, i medicinali non sono più utilizzabili e devono essere smaltiti correttamente. Se gettati in discarica, alcuni elementi possono dar luogo ad emanazioni tossiche o inqinare il percolato (il liqido che si accumula sul fondo della discarica). Per questo motivo i farmaci scaduti non devono essere gettati nei normali cassettoni, ma vanno deposti in appositi contenitori.
Le pile e le batterie contengono mercurio, cadmio e piombo, veleni che possono avere effetti nocivi sull’ambiente e sulla nostra salute. Basti dire che un solo grammo di mercurio può inquinare 20 quintali di cibo e 1000 litri di acqua. Data l’alta pericolosità di questi elementi, è indispensabile che le pile esauste non finiscano nei fiumi né siano gettate nei cassettoni dei rifiuti ma che vengano avviate agli impianti di smaltimento dove vengono trattate in modo adeguato.
I prodotti e i contenitori etichettati T (tossici) e o F (infiammabili) sono spesso di uso comune in casa nostra. Si tratta di prodotti per il giardinaggio, perla pulizia (detergenti, candeggina, acido muriatico, acido solforico, soda, solventi, brillantanti) disinfettanti ed insetticidi, vernici, mastici, colle, smalti, “attaccatutto”… Tutti questi recipienti, che generalmente hanno contenuto sostanze chimiche estremamente pericolose (acidi, solventi, metalli pesanti) e che spesso rimangono come residui, devono essere necessariamente raccolti in modo separato e conferiti negli appositi contenitori.
Modalità di raccolta
Picenambiente effettua, in accordo con i Comuni interessati, il servizio su tutto il territorio servito secondo delle modalità di raccolta (monomateriale) con un contenitore per ciascuna tipologia di rifiuto ubicato nelle zone più idonee e appropriate in base alla tipologia di territorio presente, alla densità abitativa, normalmente in prossimità di esercizi commerciali di rivendita dei suddetti prodotti e/o da conferire nei Centri di raccolta Comunale.
Per informazioni specifiche sulle modalità di raccolta nel singolo comune cliccare qui e/o contattare il proprio Comune e/o chiamare la PicenAmbiente al numero 0735/757077.
Trattamento e avvio a recupero/smaltimento
Il materiale raccolto nei diversi circuiti viene conferito presso gli impianti di stoccaggio convenzionati al fine dell’avvio al trattamento/recupero/smaltimento definitivo.
Consigli utili.
Vanno gettati solo i medicinali e non i loro contenitori in vetro ed in cartone che possono essere riciclati.
7.COMPOSTAGGIO DOMESTICO (torna sopra »)
I rifiuti organici della cucina e dell’orto o giardino sono materiali preziosi che, invece di gravare inutilmente sui costi di smaltimento in discarica, possono essere vantaggiosamente trasformati in humus e restituiti al terreno.
Circa un terzo dei rifiuti prodotti da una persona è costituito da rifiuti organici che, se compostati, possono essere reintrodotti nel ciclo della natura.
Il compost è infatti il più antico e naturale concime ed ammendante del terreno che si conosca: mantiene fertile e sano il terreno e lo nutre.
Con la raccolta differenziata dei rifiuti organici ed il loro compostaggio non produciamo solo un ottimo concime per le piante, ma abbiamo la possibilità di dare un contributo attivo alla salvaguardia dell’ambiente nei seguenti modi:
- riducendo la produzione dei rifiuti e la quantità da smaltire;
- fertilizzando in modo ecologico senza ricorrere a concimi chimici;
- consumando meno torba e contribuendo così a mantenere preziosi biotopi quali sono le torbiere.
Per maggiori informazioni contattare direttamente l’Ufficio Ambiente del proprio Comune di residenza.
Le regole per un ottimo compost
- Ossigeno: il compost è vivo e quindi ha bisogno di aria. In un cumulo troppo compatto non c’è ossigenazione e i microrganismi responsabili dei processi biologici di trasformazione della sostanza organica non possono vivere né nutrirsi. E’ quindi indispensabile che il cumulo sia soffice e strutturato.
Ciò si ottiene con l’aggiunta di materiale grossolano come foglie, paglia e rametti in modo da costituire una trama che sostenga i rifiuti più piccoli ed evitare l’impaccamento del cumulo.
- Carbonio ed azoto.
Il giusto equilibrio fra questi due elementi favorisce una decomposizione rapida. Contengono un’alta percentuale di azoto: scarti vegetali della cucina, fondi di caffe, sfalci d’erba, lettiera di animali erbivori. Sono invece ricchi di carbonio: foglie, carta, trucioli e pezzetti di legno. L’equilibrio ideale si ottiene con una miscela composta da 2/3 di rifiuti azotati e da 1/3 di rifiuti ricchi di carbonio.
- Temperatura.
Normalmente nel centro del cumulo oscilla tra i 45° e i 60°, ottimale perché i bio-riduttori possano lavorare. Le finestre di aerazione del coperchio servono alla regolazione: andranno chiuse in inverno, per evitare che il contenuto si raffreddi, e aperte in primavera, estate e autunno.
- Umidità.
Se il cumulo è troppo umido, la decomposizione microbica rallenta notevolmente, viceversa se è troppo bagnato c’è scarsità di ossigeno e la decomposizione si trasformerà in marcescenza. Una semplice prova per verificare il grado ottimale di umidità del compost è quella “del pugno”: stringendo un pugno di compost, se questo gocciola allora è troppo umido, se invece risulta molto secco e disaggregato allora bisogna aggiungere acqua.
Rifiuti da avviare a compostaggio domestico
In generale, tutti i resti di vegetali e animali, ovvero tutto ciò che un tempo era un elemento costitutivo di un organismo vivente e che i microrganismi possono “digerire”. In particolare, i seguenti rifiuti: resti di frutta e ortaggi, resti di cibi cotti, fiori secchi, filtri di tè e caffè, gusci d’uova tritati, resti di lana, penne animali, capelli, erbacce, rasatura del prato, fogliame, materiali legnosi sminuzzati, trucioli di legno, lettiere, paglia, carta non inchiostrata.
Non si deve aggiungere al compost in quanto vietati: plastica, gomma, materiali sintetici, vetro e ceramica, riviste patinate, fuliggine e cenere di carbone, sacchetti dell’aspirapolvere, ossa, sigarette, legno verniciato o trattato, olii esausti, metalli, calcinacci, piante malate.
Mescolare e sminuzzare
La regola d’oro è: quanto più vario e meglio miscelato è il materiale da compostare, tanto più equilibrata sarà la sua composizione e più facile il compostaggio.
Sminuzzando inoltre il materiale da compostare, si offre ai microrganismi una maggiore superficie d’attacco e quindi se ne accelera la decomposizione.
Dove conferire il materiale e dove sistemare il composter.
Per il compostaggio è bene scegliere un posto parzialmente ombreggiato, riparato dal vento e dall’insolazione diretta, meglio se lontano dai confini con altri giardini.
Onde evitare ristagni, il composter deve appoggiare direttamente sul terreno, mai su un fondo impermeabile come cemento o asfalto.
Rimescolare
Ogni volta che lo strato di materiale fresco aggiunto raggiunge uno spessore di 15-20 cm e tende a compattarsi, è bene smuoverlo con la forca ed aerarlo. Il rivoltamento del compost dopo circa 6-12 settimane è conveniente perché apporta ossigeno al materiale compattato ed accelera la maturazione.
Quando è maturo?
Se il compostaggio viene condotto correttamente, il compost prodotto può essere utilizzato già dopo 4-6 mesi e solitamente è maturo dopo 8-10 mesi.
Come si impiega?
Il compost semigrezzo (4-6 mesi) non è completamente maturo, contiene una grande quantità di elementi nutritivi e apporta al suolo molti organismi viventi. E’ indicato per concimare tutti gli alberi e gli arbusti da frutto e gli ortaggi con forti esigenze nutritive, come cavoli, pomodori, porri, patate, sedano, mais, cetrioli, zucche e zucchini.
Il compost maturo (8-12 mesi) è un terriccio nero, soffice, molto ricco di acidi umici e utile soprattutto per migliorare la struttura del terreno.
Può essere utilizzato anche per la preparazione di terricci per le semine e per le piante in vaso, per la concimazione degli ortaggi come piselli, fagioli, carote, cipolle, insalate e infine per i fiori e le piante ornamentali del giardino e per il prato.
Altri consigli utili
E’ consigliabile distribuire circa 5-6 Kg. di compost per ogni mq. ogni anno, che corrisponde circa a tre palate colme di compost per metro quadrato.
Sia il compost semigrezzo che quello maturo non vanno mai interrati profondamente, ma solo superficialmente, nei primi 5-10 cm. del suolo.
Per ulteriori informazioni contattate il nostro ufficio marketing allo 0735.757077 o scriveteci a: mercuriali@picenambiente.it
8. GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI (torna sopra »)
La Picenambiente ha istituito un servizio di raccolta, trasporto, smaltimento e/o recupero dei rifiuti speciali prodotti da Enti ed Aziende che intendono sottoscrivere con la stessa una apposita convenzione di servizio, di cui all’art. 188 comma 1 lett. c) del D.lgs.vo 152/2006 e ss.mm.ii..
I servizi di gestione dei rifiuti speciali riguardano:
- Rifiuti speciali assimilabili agli urbani, provenienti dalle aziende del settore agro-industriale, lavorazioni prodotti alimentari, attività metalmeccanica, comparto tessile ed abbigliamento, lavorazione cuoio e pellame, attività di servizi, ecc.
- Fanghi biologici sia liquidi che solidi, provenienti da impianti di depurazione pubblici e privati, da autolavaggi, ecc.
- Rifiuti speciali sia liquidi che solidi, provenienti da autofficine e carrozzerie, da trattamento superficiale dei metalli, da attività di tipografia e stampa in genere, da industrie meccaniche, da falegnamerie e verniciatura in genere.
- Eternit, proveniente dalle civili abitazioni (cappe aspiranti, canne fumarie, piccole cisterne per l’acqua, coperture ecc.) e dalle dismissioni di coperture e tettoie di fabbricati industriali ed artigianali.
Per informazioni e/o preventivi in merito potrete contattare il nostro ufficio commerciale tel. 0735.757077 o scriveteci a questo indirizzo: leli@picenambiente.it
9. RACCOLTA E TRASPORTO RIFIUTI URBANI (torna sopra »)
Picenambiente effettua la raccolta di rifiuti urbani conferiti dagli utenti, nel modo indifferenziato, nei tradizionali cassettoni (da Lt. 2400/1100), prevalentemente con il compattatore monoperatore a caricamento laterale automatizzato.
I suddetti rifiuti, terminato il ciclo di raccolta, vengono conferiti presso la stazione di trasferimento di San Benedetto del Tronto (AP), gestita anch’essa dalla Picenambiente, per poi essere inviate, tramite presse containers, negli impianti di trasferimento definitivo.
Consigli utili per gli utenti
Vanno gettati esclusivamente i rifiuti urbani non riciclabili e non pericolosi, i quali debbono essere conferiti tutti i giorni all’interno di un sacchetto di plastica che deve essere ben chiuso, nell’apposito cassettone, dalle ore 18.00 alle ore 20.00.
E’ vietato depositare tali materiali fuori o a fianco dei cassettoni.
11.IGIENE URBANA (torna sopra »)
La Picenambiente Spa provvede quotidianamente alla pulizia delle vie e delle piazze nei Comuni serviti, sia manualmente con l’impiego di operatori ecologici che meccanicamente con l’uso di moderne macchine spazzatrici aspiranti e di lavastrade.
Il servizio comprende anche lo svuotamento dei cestini gettacarte, il lavaggio delle piazze e delle strade in cui generalmente vengono effettuati i mercati settemanali all’aperto, il taglio ed il diserbo dell’erba dei marciapiedi.
In periferia vengono effettuati gli stessi servizi che nel centro ma con frequenze adeguate alle esigenze delle specifiche zone.
Consigli utili per una città pulita
I cittadini sono pregati di rispettare i divieti di sosta previsti per la pulizia meccanizzata delle strade per far sì che tale attività sia particolarmente utile ed efficace al decoro della città.