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PicenAmbiente S.p.A. ha presentato, questa mattina, il nuovo piano strategico-operativo e comunicativo dell’azienda nel corso di un incontro presieduto dal presidente Rolando Rosetti, dall’amministratore delegato Leonardo Collina e dall’esperto in marketing e comunicazione Enrico Battisti che ha fattivamente realizzato, coordinandosi con i vertici e i tecnici dell’azienda, il nuovo piano che interesserà il biennio 2022-2023. A fare gli onori di casa è stato, come detto, il presidente di Picenambiente Rolando Rosetti, da luglio al vertice dell’azienda insieme al suo vice Umberto Pulcini e ai nuovi consiglieri Frida PagnoniAlessandro Friorino e Francesco Eleuteri vale a dire le new entry dei nove membri del Consiglio di Amministrazione.

Tante le novità illustrate dall’azienda che, a marzo, inaugurerà la riqualificazione organizzativa dello stabilimento di Pagliare del Tronto. Tra le più immediate novità che arriveranno a strettissimo giro ci sarà, ad esempio, l’inversione dei colori dei cassonetti di carta e plastica: i primi saranno blu e i secondi gialli. Praticamente l’esatto opposto della colorazione attuale: «E’ un passo da fare – hanno spiegato i vertici dell’azienda – per uniformarsi con le direttive comunitarie».

Rosetti ha ringraziato il suo predecessore Francesco Chincoli  e ha annunciato un passaggio particolarmente importante per il 2023: «Parliamo – ha spiegato – di una innovazione a livello societario. Picenambiente non si occuperà più soltanto della raccolta dei rifiuti ma, con il nuovo impianto di Pagliare che entrerà in funzione entro il mese di marzo, inizierà l’attività di selezione a livello automatico di tutti i rifiuti differenziati e in particolar modo plastici». In buona sostanza i rifiuti verranno divisi e i prodotti che saranno stati separati e stoccati verranno poi venduti a dei nuovi clienti. «In questo modo inizierà un’attività industriale vera e propria – ha affermato Rosetti – e questa è una delle più importanti novità che c’è nel vicino futuro di Picenambiente». Futuro legato ad una strategia che fa parte dei propositi voluti sia dalla parte pubblica che da quella privata: “In pochissimi mesi – ha continuato Rosetti – siamo riusciti a mettere in piedi questa pianificazione”.

Come detto, alla conferenza di questa mattina, era presente l’amministratore delegato Leonardo Collina che ha sottolineato come la volontà dell’azienda sia quella di «rilanciare a 360 gradi le attività istituzionali che quest’azienda compie. Qui si fa un servizio pubblico in ventotto comuni, gestiamo quasi tutta la provincia e per questo motivo è giusto rilanciare le sfide nel medio periodo e nel piano è presente tutto il lavoro che abbiamo messo in campo per il presente e per il futuro. Dopo le nuove nomine decise a luglio abbiamo fatto il punto e ci siamo tutti messi al lavoro. Le grandi novità da comunicare in termini generalisti saranno due: il cambio di colore ai cassonetti con il passaggio della carta al blu e della plastica al giallo, come determinato a livello europeo. Tutti i gestori in Italia si stanno adeguando e, comune per comune, lo faremo anche noi. L’altro fattore è l’innovazione tecnologico-informatica da mettere in campo nella gestione dei rifiuti. Su questo aspetto stiamo lavorando da alcuni anni e il 2023 dovrà essere l’anno in cui si inizieranno a raccogliere i frutti».

Il piano è stato illustrato da Enrico Battisti, stratega creativo di PicenAmbiente, che ha illustrato il piano strategico operativo, definendo tutti gli strumenti che verranno messi in campo. Tra questi la comunicazione e il marketing. «Tutto quello che è contenuto in questo piano – ha spiegato – è un percorso comune che noi andremo a fare con le ventotto città in cui opera PicenAmbiente perché non possiamo attenerci soltanto a una evidenza progettuale soltanto per quelli che sono i comuni più importanti ma per far sì che ci sia la vera economia circolare alla quale tutti stiamo cercando di arrivare dobbiamo per forze ripetere, scalandolo, questo progetto in tutti i ventotto comuni».

La prima operazione di marketing strategico è stato quello di creare un payoff per l’azienda, vale a dire una semplice frase nella quale venissero riassunti l’essenza, l’identità e i valori dell’azienda. «Lo slogan che abbiamo creato è “Raccogliamo le sfide per natura” – ha spiegato Battisti -. Ovviamente giochiamo col doppio senso di raccogliere la sfida con la raccolta dei rifiuti». Battisti ha dunque parlato di sei nuove visioni operativeEducational (l’educazione ambientale e la formazione scientifica per i giovani), Digital (tutto quello che concerne il web, le app, i canali social e l’evoluzione digitale di PicenAmbiente ), Social welfare (le politiche sociali per migliorare la qualità della vita non solo per i dipendenti ma anche per tutte le realtà fragili del territorio), Business (la consulenza, i prodotti e le strategie per quanto riguarda le attività e le azienda), Technology (gli strumenti ad alto valore tecnologico e innovativo che sono all’interno di PicenAmbiente ) e Smart Services (i servizi rivolti al consumatore per migliorare la sua esperienza).

Gli obiettivi principali sono rappresentati dall’abbattimento della raccolta indifferenziata: «E’ l’unico strumento che ci consentirà di ridurre i costi e contestualmente dobbiamo arrivare ad ottimizzare la raccolta differenziata – ha spiegato Battisti – perché in questo modo arriveremo alla vera economia circolare. E con questi presupposti abbiamo definito il piano strategico. Il passaggio più evidente sarà l’innovazione comunicativa“. Tra le strategie messe in atto c’è il progetto di campagna di comunicazione multicanale “Io faccio la differenza“. “Si tratta di un modo per cogliere l’opportunità del cambio obbligato di colore per cambiare il paradigma di comunicazione così ora i cassonetti diventano uno strumento di comunicazione e sensibilizzazione urbana». La campagna è fatta anche di immagini di persone comuni raffigurati come supereroi: «Personaggi – ha detto Battisti – che dimostrano come ognuno di noi sia in grado di fare la differenza e per la prima volta utilizziamo i cassonetti per fare comunicazione urbana».

Questo perché sui cassonetti saranno presenti quelle immagini ma anche grazie alla presenza di QRCode che indicheranno tutti i prodotti che possono essere inseriti all’interno.  E il tutto all’insegna delle tre “R”: “Riduci, riusa e ricicla“.

Lo stabilimento di Spinetoli

Ma come detto tra le più importanti novità per il 2023 c’è l’inaugurazione, che avverrà entro marzo, dell’impianto di recupero di Spinetoli il cui obiettivo primario è quello di ridurre, quasi a zero, la produzione di indifferenziata: «Si tratta della “Fabbrica dei materiali”, che è l’approccio del piano industriale di PicenAmbiente. La nuova piattaforma 4.0 di selezione di rifiuti non pericolosi. Ha un’autorizzazione pari a 40mila tonnellate l’anno ed è relativa a un investimento green di sette milioni di euro, un grande sforzo di PicenAmbiente per arrivare all’obiettivo di trasformare il problema in una opportunità perché più è accurata la raccolta differenziata più noi riusciamo ad avere del materiale puro da andare a gestire per nuove situazioni».

 

Nel progetto si afferma che il nuovo impianto di recupero di Spinetoli «assicura i massimi livelli di recupero garantendo l’avanzamento del processo di raffinazione e compattazione del prodotto anche nel futuro attraverso sei linee di processo per prodotto che lo rende l’impianto di trattamento più innovativo del centro Italia». Si va dalla linea per plastica e lattine a quella per la pressatura di carta e cartone. Quindi la linea di recupero di rifiuti ingombranti e Rsa plastici, quella degli imballaggi in vetro, la pulitura e la pressatura degli imballaggi in cartone, e la linea di selezione e cernita di materiali ingombranti. Al centro dell’operazione c’è però la prima linea, quella del multimateriale leggero  in base al polimero e al colore. «Questo significa che tutta la plastica avrà una nuova casa – ha spiegato Battisti -. Tutto quello che noi metteremo nel cassonetto giallo sarà differenziato per materiale e per polimero e questo significa che oggetti come i giocattoli o gli spazzolini che normalmente andavano nella differenziata potranno andare nella plastica».

Attraverso la cernita dei prodotti il prezzo di mercato sarà molto più remunerativo: «E’ chiaro – ha sottolineato Rosetti – che questo è un investimento aziendale che ha un ritorno economico perché Picenambiente è un’azienda e ragiona da azienda che fa degli utili e li distribuisce ai Comuni». Un ritorno economico che, stando ai piani dell’azienda, dovrà avere una ricaduta a livello territoriale il che equivale a dire che l’auspicio è di poter alleggerire le tariffe della Tari.

Articolo di Emidio Lattanzi de lanuovariviera.it

Videointervista di Carlo di Giovanni di jant.it